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Due volti dell’Umbria: dalla Città Buzziana al Perugino

Umbria: 20 e 21 settembre 2014.

Tomaso Buzzi (1900-1981), noto architetto e paesaggista dell’Italia dei primi del Novecento, nel 1956 acquistò un convento ormai abbandonato in località la Scarzuola. Il suo preciso intento era quello di conservare la sacralità di questi luoghi, gli stessi in cui San Francesco, nel 1218, costruì la sua capanna con una pianta palustre chiamata scarza, da cui Scarzuola. Su questo terreno, il Buzzi iniziò a progettare una “città ideale” in grado di rappresentare una vera e propria allegoria dell’esistenza umana. Il cammino all’interno della Città Buzziana si trasforma così in una sorta di viaggio nell’immaginario andato perduto col tempo, ma che, ancora presente nell’inconscio di ciascuno di noi, è possibile risvegliare grazie agli stimoli di riflessione offerti dalle opere architettoniche.

Con un balzo a ritroso di cinque secoli, il nostro percorso artistico umbro è  continuato  sulle “tracce” di Pietro Vannucci detto “Il Perugino” (1450 ca. – 1523), uno dei più importanti pittori del Rinascimento italiano, il maestro di Raffaello.

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